toccaride

non si può ridere di tutto e di tutti, ma ci si può provare
lunedì, 18 agosto 2008

Sono tornata questa mattina dal viaggio della speranza. Fare 13 ore di treno, se non di più causa ritardo, è qualcosa di assolutamente devastante. Deforma i tratti del viso in un qualcosa di incomprensibilmente orrendo. Entri donna, esci mostro. All'andata hanno anche cercato di fare una strage spengendo l'aria condizionata. Ho pensato che probabilmente l'inferno non doveva essere poi tanto più caldo del vagone in cui stavo viaggiando e che il capo delle ferrovie dello stato ci volesse uccidere tutti per puro divertimento. Se poi si pensa che per supplire a questo inizio di evaporazione, non solo fisica, visto che a quelle temperature anche l'anima cerca di scappare, si inizia a bere come eschimesi che si perdono nel Sahara, il bagno del treno risulta essere il luogo più ambito di ogni essere presente. Solo che il bagno di un qualunque treno è la gioia di ogni microbiologo, o dottore o cose del genere, perchè sicuramente si annidano lì malattie infettive non ancora scoperte. E allora, dopo la prima volta, ho preferito far urlare i miei reni che disperatamente mi chiedevano di correre in bagno senza però ascoltarli, che prendere qualche patologia sconosciuta. Il viaggio di ritorno è stato esattamente il contrario. L'eschimese di cui prima è riuscito a sopravvivere al Sahara, ma ha portato anche noi a eschimesilandiasottozero. Solo che noi belle belle e abbronzate come mai eravamo vestite con canottierina, pantaloncini e infradito. Insomma, se semo morte de freddo. Non contento, il fato ha deciso che alla mia sinistra si dovesse sedere un vecchietto puzzolente. Ma la sua non era una puzza normale. Sembrava si fosse mangiato un ratto. Ogni volta che apriva bocca, anche solo per respirare, e tutti sappiamo bene che respirare è cosa fondamentale alla vita e che bisogna farlo sempre, un odore pestilenziale si spargeva per lo scompartimento tramortendo ogni forma di vita. Così ho potuto dormire solo verso destra, e a un cero punto ho anche sognato che un boia mi tagliava la testa e io finalmente riuscivo a stare comoda. Ecco, il pezzo in più quando sei seduto in treno e vuoi dormire è proprio la testa. Senza di lei sarebbero poltrone molto comode.

Tra andata e ritorno del viaggio della speranza c'è stata una meravigliosa settimana a Mondello. Non pensavo di trovare una spiagia così bella. Se non ci fossero state milioni di persone e bambini e vecchie cariatidi abbronzate come un nigeriano, potrei dire che sembrava di stare alle Maldive. Anche se la stanza del B&B era senza finestre, il bar per andare a fare colazione con i buoni che la "simpaticizzima" padrona di casa ci aveva dato era lontanissimo e diametralmente opposto al mare, il mio occhio destro è stato dolorante e fuxia per quasi tutta la vacanza, mi è venuta l'otite l'alto ieri e adesso mi sto imbottendo di antibiotici, Valentina ha avuto un "leggerissimo" mal di pancia tutta la settimana, entrambe siamo state concordi sul fatto che saremmo rimaste volentieri ancora una settimana. Queste sono le prime cose che mi vengono in mente al ritorno da questa vacanza in Sicilia. Magari poi racconto anche altro. Magari no.

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venerdì, 08 agosto 2008

Tocca scremare. Un po' a destra un po' a sinistra bisogna iniziare a scremare. Ecco il mio buon proposito post estate. Che poi lo so che l'estate non è ancora finita e io ancora devo andare in vacanza e ste cose dei buoni propositi si fanno al ritorno, ma io li faccio oggi. Prima dell'andata.

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mercoledì, 06 agosto 2008

Oggi avevo così tanta voglia di studiare che sono stata fino alle 11e30 al ristorante da mia madre. A pelare 10 kg di patate.

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lunedì, 04 agosto 2008

Sembra che alla maggioranza del popolo di sinistra non piaccia sta cosa dei militari nelle città. A me invece non dispiace. Subisco il fascino di carabinieri e militari (i poliziotti invece mi stanno antipatici), almeno girando per strada me rifaccio gli occhi!

Ho passato il fine settimana al mare con i miei amici. Precisamente a Nettuno. Ebbene, ho scoperto che il mondo verrà presto colonizzato dai coatti. Ragazze di 20 anni con vestiti comprati all'upim reparto 8-14 anni, e ragazzotti con intere scatolette di gel sui capelli, tanto da far diventare la loro folta capigliatura così dura che il giorno che decidono di tagliarsela invece delle forbici tocca usare il tagliaerba, diverranno i padroni della terra. Ce ne stanno troppi. E' impossibile sconfiggerli. Che poi chissà dove si annidano. In spiaggia pochi (anche se sempre troppi); alle 14:00, quando abbiamo deciso che forse era anche l'ora di pranzo e cammina cammina siamo andati da pans (il menu burger olè ancora lo devo digerire...) la cittadina era deserta, che se fossero arrivati un paio di morti viventi non mi sarei quasi sorpresa. Ma la sera. Invece che a Nettuno sembrava di stare a Tarifa o a Ibiza. Non si camminava. La coattitudine era a livelli mai visti in precedenza. Dopo un po' abbiamo deciso che una bella partitina a burraco era cosa molto più desiderabile che la notte nettunense.

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venerdì, 01 agosto 2008

Oggi pomeriggio avevo deciso di dormire un po'. Solo che è suonato il telefono 11 volte. E non dico 11 per dire un qualunque numero; no, no, 11 per dire U-N-D-I-C-I telefonate rotture di scatole. Addirittura mia zia di Modena oggi non aveva niente di meglio da fare che attaccarmi un pippone su caldo, ferie e parenti. E domani mattina mi passano a prendere alle 9. Calcolando che oggi è venerdì, che non vedo le mie streghe da un paio di giorni e che quanto ce piace chiacchierà a noi non se sa.... ecco, facendo due conti, io sta sera dormirò proprio poco. Già prevedo domani. Mi addormenterò in spiaggia sotto il sole cocente e la sera sarò sfosforescente a puntino. Ma quanto mi piace dire sfosforescente?

Questa mattina sono andata in edicola da mio padre. Avrò sfogliato, con mia somma gioia, una vagonata di riviste di gossip. Ora so i kakki di tutti. La cosa più goduriosa è stato scoprire che anche Kate Moss ha la cellulite. E se cel'ha lei che pesa 20 chili bagnata, domani posso andare al mare con un pizzico, un pizzichino, di angoscia da prova costume in meno. Poi, a un certo punto, alzo gli occhi e tra i cd, messo in bella mostra, che vedo? "I lucchetti dell'amore di ponte milvio". Cioè, c'hanno pure fatto un cd? Ebbene si. Oltre al centro commerciale, che con mio sommo sbigottimento si chiama i lucchetti, praticamente in onore del maggiore scrittore mondiale a noi contemporaneo, e che il cielo ha voluto nascesse proprio in Italia (ma non ci bastava la vergogna di avere Berlusconi come presidente del consiglio?), parlo del celeberrimo Federico Moccia, ora anche un cd. Tra le sei canzoni presenti nella compilation (perchè giustamente, costando SOLO 9,90 euro, non è che ce potevano mette qualche traccia in più; oppure potrei essere ottimista e pensare che nessun cantante oltre a quei 6 abbia voluto accettare la proposta...), c'è addirittura tvttb di Elio. Insomma, uno smacco tipo Vladimir Luxuria all'isola dei famosi.

Io: "A papà, ma c'è qualcuno che se compra sta robba?"

Genitore: "E' uscito oggi, e vedrai che qualche cretino ce sta sempre, daje tempo..."

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martedì, 29 luglio 2008

Scrivo in verde speranza. Speranza che mi ritorni la voglia di scrivere. Lo so che è dal '74 che non aggiorno il mio blog. Ma che ci posso fare? E' che mi sono abbastanza rotta le palle di tutto, e anche di qualcuno. Vabbè, facciamo di più di qualcuno. Comunque, essendo inevitabilmente tesa al futuro, e anche  ottimista, prevedo tempi migliori.

Ieri sera poi, ci siamo ritrovate a ridere e non ci fermavamo più, e allora, alla fine, basta che arrivi sera.

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domenica, 20 luglio 2008

Oggi sono andata a confessarmi. Peccato che il prete salvadoregno fosse a Roma da 2 settimane e parlasse italiano peggio di come io parlo inglese. E io parlo inglese peggio di Alberto Sordi. Ha parlato per 20 minuti e poi mi ha chiesto: "me sono espiegato? Hai comprieso?", e io: "mica tanto". Ma l'ho detto col sorriso. E evidentemente lui non ha capito quello che ho detto, ha interpretato il mio sorriso come un diploma all'istituto Cervantes e mi ha dato da fare 1 Padre Nostro e 1 Ave Maria. Zum Zum.

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domenica, 20 luglio 2008

Venerdì, ho incontrato Ascanio Celestini. Alla festa dell'unità. Precisamente nel bagno della festa dell'unità. L'ho aspettato che uscisse. E questo mi sembra già abbastanza demente. Cioè, io ho aspettato il suddetto cantante/attore fuori dal cesso. Olè. Poi mi sono trasformata in me diciassettenne idiota, e con gli occhi che sbrilluccicavano, prima gli ho chiesto se lui fosse Ascanio Celestini, e poi gli ho detto "senti, ti volevo solo dire che sei bravissimo...", accompagnato con un improbabile gesto delle mani al lato del mio viso che ora non riesco a descrivere, ma insomma, era da cretina. Ho fatto proprio una gran bella figura del cavolo.

Ieri ho preso il mio primo giorno di sole. Dal biancolenzuolod'ospedale, sono passata al fuxiaaccesolampeggiante; potrebbe essere il colore della prossima stagione, sicuramente sarà x me il colore perenne della presente stagione.

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venerdì, 18 luglio 2008

La Fortuna Del 17

Sono libera. Ieri ho finito gli esami, certo mi manca inglese e non lo supererò mai, ergo non vedrò mai un pezzo di carta con scritto "LAUREA" e sotto il mio nome, ma tant'è.... Visto che non mi piace la modestia, devo dire comunque che ieri sono stata proprio brava. 6 libri, quasi 3500 pagine, di cui 400 di sole leggi pre repubblicane, e scusate il francesismo, 2 palle come 2 aereostati, mi hanno portata ad un bel 28. Ma insomma, a parte alle mie care streghe e a Daniele, che ieri quasi si sono messi a piangere dalla gioia, e non solo per il bel voto, ma soprattutto perchè almeno avrei smesso di sfrantumare lo sfrantumabile a loro, sacre persone che mi sopportano, e che dopo 'sto periodo di profonda angoscia ancora mi amano, direi che al resto del mondo, dei miei tentati suicidi pre esame, non je ne po' fregà de meno. Ma io ho dovuto scriverlo, che quasi non mi sembra possibile.

Certo è, che oggi volevo andare a prendere un po' di sole, fosse stato in piscina, al mare, al lago, in campagna, in montagna, a Canicattì, e invece, le care amiche nuvole hanno deciso che io debba perpetuare la mia biancaggine a tempo indefinito. E come dice la sempre saggia Vale "A Giù da quanto sei bianca te se vedono pure le vene". Che bella immagine. Rasserenante. Ma tanto domani vado al mare, e se anche non ci fosse il sole, mi piazzo un paio di ore sotto la doccia solare fino a biscottarmi completamente.

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sabato, 12 luglio 2008

Bene. Tra ieri e oggi mi hanno fatto gli auguri 5 persone. Grazie, ma il mio compleanno è domani. Così la sfiga da "gli auguri fatti prima del compleanno portano male", va ad accumularsi sul groppone. E ci mancava solo che si accumulasse.

Ieri io e Daniele abbiamo deciso di cucinare cinese. Mai avuta idea meno azzeccata. Andiamo a fare la spesa e al supermercato non c'era niente di quello che ci serviva. Ma noi non è che ci siamo detti "allora andiamo a cena fuori", no, abbiamo preso quello che secondo noi assomigliava di più all'ingrediente originale. Alla fine l'unica cosa commestibile che è venuta fuori è stato il riso. "E' cattivo?". "No, ma nun è manco bono". Ce lo siamo fatti andare giù grazie a litri di salsa di soia che coprivano il non sapore. Solo che la salsa di soia è talmente salata che a un certo punto ha citofonato la cellulite per dirmi che si stava avvicinando sempre di più, a ogni boccone. I ravioli al vapore sono finiti direttamente dentro la ciotola del cane. Assomigliavano a brufoli di adolescente americano cresciuto a cheeseburger patatine e ketchup. Facevano schifo anche a guardarli.

Da domani avrò 27 anni.

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